Marialuisa Jacobelli, finisce l’incubo: stalker condannato

Marialuisa Jacobelli, per la giornalista è arrivata una bella notizia: finalmente il suo Stalker è stato condannato si tratta di Francesco Angelini il suo ex. Gli aggiornamenti. 

Stalker Jacobelli
Marialuisa Jacobelli (Facebook – glispioni.it)

Francesco Angelini è il nome dell’ex della giornalista Marialuisa Jacobelli. Qualche giorno fa l’uomo è stato condannato a due anni e quattro mesi di arresti domiciliari, dopo aver risarcito la donna ha anche iniziato un programma di recupero.

L’uomo era finito in carcere lo scorso giugno dopo che Marialuisa lo aveva denunciato. Adesso il cinquantaduenne dovrà scontare una pena di due anni e quattro mesi di reclusione agli arresti domiciliari, oltre a partecipare attivamente a un percorso di recupero.

È già da qualche mese che l’uomo si sta curando dal punto di vista comportamentale e psicologico in una clinica specializzata. La giornalista sportiva all’inizio ha faticato a parlare di quel clima di terrore in cui ormai viveva, ma alla fine ha trovato coraggio e l’ha denunciato.

Marialuisa Jacobelli finalmente libera dal suo stalker, condannato il 52enne

Marialuisa aveva avuto una storia che si era conclusa ma da quel momento è iniziato il suo incubo, si sono susseguite una serie di minacce, violenze fisiche e psicologiche. L’uomo è nato in Francia e risiede a Montecarlo, avrebbe inoltre anche dei precedenti per atti persecutori. Una liberazione per la giornalista.

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Era da gennaio che la donna era vittima di stalking, aveva dovuto cambiare casa e aveva smesso di usare i social per un periodo per paura di poter essere localizzata. Ad aprile però l’uomo è riuscito ad ottenere un incontro dalla giornalista, ma una volta che i due si sono incontrati poco dopo il cinquantaduenne l’ha colpita con schiaffi e pugni.

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Ci ha messo molto per convincerti a denunciarlo, ha dichiarato che aveva paura delle sue minacce, l’aveva minacciata di morte. Nell’ordinanza di arresto si parla di quasi 30 telefonate al giorno nelle quali proferiva ingiurie e minacce. Ci sarebbero poi anche 600 e-mail e 1000 chiamate alla madre della vittima. Sapere che l’uomo è stato condannato è un grande sollievo anche se il trauma rimane.

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