“Fate presto”: Storie italiane, Eleonora Daniele scossa dall’appello

Una vicenda che coinvolge Telethon e Storie Italiane. La piccola Giada ha bisogno di aiuto ed Eleonora Daniele non si tira indietro.

Storie Italiane la conduttrice
Storie Italiane( screen diretta )

E’ la settimana dedicata alle donazioni Telethon e il programma Storie Italiane non si è di certo sottratta al proprio dovere. In studio una vicenda preoccupante e la padrona di casa Eleonora Daniele è molto coinvolta.

Entrano in studio due genitori con una splendida bambina di soli 3 anni. Apparentemente sembra tutto a posto ma il destino ha voluto accanirsi sul corpicino della bambina. Infatti Giada soffre della sindrome CriglerNajjar.

Si tratta di una malattia rara che colpisce il fegato ed è ereditaria. La bilirubina non viene prodotta nel modo giusto e porta complicanze salutari in chi ne è stato colpito.

Storie italiane sul caso della piccola Giada. La perla della famiglia ha bisogno di una cura al più presto per ristabilire la salute

Storie Italiane
Storie Italiane(screen diretta)

I genitori spiegano come si sono accorti del problema. Inizialmente sembrava che fosse ittero perché Giada era un pochino giallina. Dopo 10 giorni il colorito cominciava a peggiore coinvolgendo anche le sclere degli occhi.

Dopo un esame attento durato due mesi da parte di illustri professori la diagnosi è stata sindrome CriglerNajjar. E’ stato confermato dalle analisi e non ci sono stati più dubbi per nessuno.

Questa malattia è snervante perché bisogna adoperare una speciale lampada che serve a ristabilire la funzione metabolica del fegato. Tutti i giorni Giada deve stare sotto la lampada UV come vuole la cura.

In pratica deve passare tutta la notte sotto i raggi di questa soluzione che ha un particolare neon per curare la disfunzione della piccola di soli 3 anni. Un grande sacrificio anche perchè il prodotto non esiste da nessuna parte del mondo.

La patologia non ha ancora un iter per essere risolta e allora il padre Roberto ha deciso di pensarci da solo. Queste le sue parole:

“Sono un elettricista e lavoro in un’azienda meccanica. Ho studiato bene il da farsi e l’ho fabbricata da solo, l’ho costruita con una piastra di alluminio creando con il legno una lampada”.

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“Non esistono produttori per fabbricare la lampada per curare la malattia di mia figlia. Come tanti che hanno questo problema ho pensato a come risolvere almeno momentaneamente una cura parziale.”

Quando si parla di amore si parla anche di fatti.