Morte sul lavoro, perde la vita un corriere di 49 anni. I ritmi erano troppo frenetici

Morte sul lavoro, ennesima tragedia: a perdere la vita è un corriere di 49 anni. I ritmi erano a dir poco frenetici. 

Morto corriere sul lavoro
Corriere (Foto da Pixabay)

Le morti sul lavoro vengono anche definite morti bianche, perché non c’è una vera e propria mano colpevole che abbia commesso il fatto. In Italia e nel mondo, purtroppo, si registrano casi quasi all’ordine del giorno. 

Il problema sta non solo nei ritmi, talvolta troppo frenetici, ma anche nelle condizioni in cui gli operai sono costretti a lavorare (ad esempio sui cantieri edili). Spesso e volentieri, infatti, non ci sono nemmeno le protezioni adeguate per lavori più complessi e che necessitano di manualità.

Nel nostro Paese ci sono i sindacati che si occupano della tutela dei lavoratori, ma questo non basta, perché andrebbe sicuramente regolamentata la situazione a livello di legge. Tanti casi si sono verificati anche per i giovanissimi nell’alternanza scuola/lavoro.

Morto un corriere di 49 anni: lavorare 14 ore al giorno per il Black Friday

Morto corriere sul lavoro
Candele (Foto da Pixabay)

Si registra l’ennesimo caso di morte bianca: il tutto è avvenuto in Gran Bretagna, dove il corriere quarantanovenne Warren Norton è venuto a mancare proprio sul suo furgone. È stato stroncato da un malore improvviso. I soccorsi sono stati inutili.

Siamo nella settimana più frenetica dell’anno, ossia la settimana del black Friday, dove tutti i negozi e tutte le grandi aziende scontano i loro prodotti anche del 50%. La caccia al capo o all’accessorio più vantaggioso si è aperta. È emerso che l’uomo stessi affrontando anche giornate di 14 ore. 

Stando a quanto emerso dalle prime informazioni, il corpo di Norton sarebbe stato rinvenuto all’interno del suo furgone. Purtroppo per lui non c’è stato niente da fare anche perché coloro i quali si erano accorti della sua presenza credevano stesse dormendo all’interno del van.

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Importante anche il contributo da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha espresso il suo parere in favore dei lavoratori, sostenendo che il troppo lavoro e controproducente anche quando le condizioni non sono favorevoli.

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