“Non sei un uomo”: professore rifiuta la firma sul compito, l’alunno è un trans

Uno studente trans si vede eliminare il suo elaborato per il nome. Il professore non vuole saperne di ritornare sulla sua decisione.

Classe prof alunno trans
Classe(foto da Pixaby)

Se pensavamo che le decisioni inerenti di un leader in merito ai mondiali alle porte avesse toccato il fondo, ci siamo sbagliati di grosso. Il vocione si è alzato anche dalle nostre parti e come al solito si parla bene e si razzola male. Anche in Italia avvengono delle discriminazioni da far accapponare la pelle.

Proprio qualche giorno fa in un noto liceo di Roma è successo un episodio che ha lasciato interdetto sia l’istituto e sia chi ne fa parte. Una circostanza che ha innescato una serie di fattori e ancora non è stata tratta una dovuta conclusione.

Uno studente trans ha eseguito il compito come tutta la classe, solo che il docente ha rigettato il suo elaborato. La causa? Il professore in questione ha dichiarato che davanti a lui aveva una donna e come tale la riconosceva a dispetto del nome con cui aveva firmato sul foglio.

Il compito del trans non ha la giusta firma, questo è il responso del prof che ha annullato l’elaborato

Classe prof alunno trans
Classe (foto da Pixaby)

Si è scatenato un putiferio che ha visto coinvolto innanzitutto i compagni di classe ma poi anche la presidenza. Quando accadono queste situazioni si mette in pratica l’identità Alias. È un regolamento in cui viene applicata la norma scolastica che fa riconoscere l’identità dello studente trans. È uno strumento primario per garantire il rispetto del proprio orientamento sessuale ai giovani che frequentano le scuole.

Ormai sono tanti gli istituti in Italia, come anche l’università, che condividono questo profilo burocratico che è riservato proprio agli studenti transgender. E’ una norma che mette in evidenza lo status sessuale a cui hanno deciso di appartenere.

Quanto è accaduto il fatto, al termine della consegna dei compiti, il professore non ha voluto proprio rispettare la legge Alias che, tra l’altro, l’istituto ha avallato da tempo. La restante classe si è schierata dalla parte del loro compagno e anche la stessa vicepreside ha preso le parti della vittima.

Il docente invece ha preferito rimanere sulla propria linea senza cedere. Va rispettato ogni pensiero, è anche difficile accettare o accogliere una diversità soprattutto se si vive ancora con una mente tradizionalista.

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I tempi sono maturati anche per altre condizioni, vale bene, se proprio non si vuole stare dalla parte delle “novità”, accogliere le condizioni scolastiche in quanto istituzione.