Archeologi scoprono una tomba rimasta intatta: risale a 2600 anni fa

Archeologi scoprono una tomba rimasta intatta: risale a 2600 anni fa. Stupore davanti ai loro occhi: ecco quanto trapelato

Archeologi scoprono una tomba rimasta intatta
Archeologo (Canva -glispioni.it)

Le scoperte archeologiche che sono state condotte nel nostro paese hanno un’importanza storica davvero sensazionale: questo perché l’Italia è stata abitata da cima a fondo da innumerevoli civiltà che hanno contribuito al suo sviluppo e alla sua formazione. I lavori di scavo, si può dire, essere ormai all’ordine del giorno e ad esempio una città come Pompei ed Ercolano viene continuamente analizzata hai studiata dai ricercatori.

Spesso ci si chiede: perché sono così importanti le scoperte? Ebbene, la risposta non è banale come si vuole credere: avere la possibilità di studiare reperti storici, e ancor prima individuarli, arricchisce quella che è la comprensione del nostro passato. Ci aiuta a capire il modo in cui le civiltà precedenti hanno vissuto, quali sono stati ad esempio i rapporti instaurati e ancora le tratte commerciali – per esempio – gli usi e i costumi.

Tomba intatta risalente a 2600 anni fa: archeologi a Vulci esterrefatti 

Vulci, i suoi tesori
Vulci (Canva -glispioni.it)

Oggi, in particolar modo, vogliamo concentrare il nostro sapere sulla città di Vulci: famosa ed importante testimonianza della civiltà etrusca. Fu abitata dal popolo tra il IX e il II secolo a.C. influendo specialmente su gli aspetti economici e commerciali di tutta l’Italia meridionale. Questo perché godeva di una posizione a dir poco strategica in prossimità del Mar Tirreno.

Le innumerevoli campagne di scavo condotte hanno riportato in auge molti monili e utensili appartenenti al popolo etrusco: questo ci ricorda quanto la civiltà sia stata particolarmente abile e abbia avuto velleità artistiche davvero invidiabili. Ricordiamo inoltre essere particolarmente conosciuta per la sua necropoli che è stata inserita nella lista patrimonio dell’UNESCO.

La città di Vulci
Scoperta archeologica a Vulci (Instagram -glispioni.it)

A tal proposito occorre prestare particolare attenzione all’ultimo rinvenimento riportato alla luce: si tratta, infatti, di una tomba etrusca datata all’incirca 2600 anni fa e in un perfetto stato di conservazione. Ciò che ha colpito particolarmente gli studiosi è stato il tesoro rinvenuto al suo interno: mi riferisco, infatti, a residui di un pasto – l’ultimo pasto del defunto.

Si tratta di un banchetto funebre che ha lasciato gli archeologi davvero sbalorditi. All’interno della tomba è stato possibile riportare alla luce non solo delle ossa umane, ma anche dei bicchieri e delle ceramiche. La presenza di monili d’argento, così come di un fermatrecce inducono a pensare che possa trattarsi del corpo di una donna.

Vista e considerata la cura con cui la donna è stata sepolta, l’abbondanza di monili ritrovati al suo interno, si può valutare che questa appartenesse all’alta società. La scoperta non fa altro che gettare una nuova luce positiva su tutto il territorio di Vulci che è stato la culla del popolo etrusco.

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